Alzheimer, sempre più malati nel nostro paese

Sofferenza silenziosa per malati e famiglie lasciati sempre più soli
Questa patologia è stata scoperta nel 1906 da un medico tedesco Alois Alzheimer, che l’ha individuata facendo degli studi sul cervello.
Esattamente di cosa si tratta?

È il tipo più comune di demenza, un termine generale per le condizioni che si verificano quando il cervello non funziona più correttamente. Provoca problemi di memoria, di pensiero e di comportamento.

La velocità con cui la malattia progredisce è diversa da persona a persona.

Questi sono altri sintomi che possono insorgere:

  • Problemi a completare le attività che una volta erano facili.
  • Difficoltà a risolvere i problemi.
  • Cambiamenti di umore o della personalità, l‘allontanarsi da amici e familiari.
  • Problemi di comunicazione, sia scritta sia verbale.
  • Confusione circa luoghi, persone ed eventi.
  • Cambiamenti visivi, quali, ad esempio, la difficoltà a comprendere immagini.

Con esami neuroradiologici e del liquor cerebro-spinale, oggi si può rilevare la presenza delle proteine neurotossiche: questo è un indizio sul rischio di sviluppare l’Alzheimer, ma non consente di capire in anticipo se la malattia si manifesterà e con quale aggressività.

Purtroppo sempre più persone ne sono affette. In Italia il 21.4% della popolazione ha più di 65 anni, contro una media europea del 18.5%. 1 ottantenne su 4 è colpito dalla malattia, per la quale ancora oggi non esiste una cura.

In tutto questo c’è un problema di fondo a cui forse molti non pensano e cioè: chi segue queste persone?

L’assistenza quotidiana per lo più è a carico della famiglia. Figli, ma anche coniugi, che diventano badanti o assumono il ruolo di “caregiver”. Situazioni di dolore, sofferenza e amore si intrecciano, nascosti tra mura domestiche, che tante volte sfociano in veri e propri drammi, perché la solitudine e l’abbondono hanno preso il sopravvento.

Domani 21 settembre si celebra la 24a Giornata Mondiale sull’Alzheimer. In occasione della quale ci saranno tantissimi eventi informativi e di sensibilizzazione su questa malattia. Sui bisogni e priorità del malato, ma anche su quello che la Società può fare per aiutarlo e intervenire in soccorso alle famiglie.

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Per maggiori informazioni ecco alcuni siti:

http://www.alz.org

http://www.alzheimer.it/

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