30 luglio: Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani

Oggi si celebra in tutto il mondo  la Giornata  contro la  tratta  di esseri umani

Ricorrenza istituita nel 2010, l’Assemblea Generale ha adottato il Piano d’azione globale per la lotta contro la tratta di persone, sollecitando i governi di tutto il mondo a intraprendere misure coordinate e coerenti per sconfiggere questa piaga. Il Piano prevede di integrare la lotta contro il traffico di esseri umani  al fine di promuovere lo sviluppo e rafforzare la sicurezza in tutto il mondo.

A settembre 2015, i governi di tutto il mondo hanno aderito all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile accogliendo anche gli obiettivi e i target che riguardano la tratta. Questi obiettivi esprimono il bisogno di porre fine al traffico e alla violenza sui bambini, di mettere in atto misure contro la tratta di persone. Le misure mirano a eliminare qualsiasi forma di violenza e di sfruttamento di donne e bambini.

Proprio questi ultimi costituiscono un terzo delle vittime di questo terribile fenomeno, questo il dato stimato dall’UNICEF. I bambini vittime di tratta sono raramente identificati, pochi si fanno avanti per paura dei trafficanti, mancanza di informazioni sulle opzioni disponibili, diffidenza nei confronti della autorità, paura di stigmatizzazione o per la possibilità di essere rimpatriati senza nessuna tutela e un supporto materiale limitato.

Questi bambini hanno urgentemente bisogno che i governi intensifichino e mettano in atto misure per tenerli al sicuro ed è per questo che occorre parlarne sempre di più, mettendo a conoscenza le Istituzioni e la Società di quello che accade e di quello che si può fare per aiutarli. Purtroppo in molti contesti mancano soluzioni sostenibili, fra cui assistenza a lungo termine, riabilitazione e protezione.

Da un rapporto di Save the Children  è emerso che tra le giovanissime ragazze 8 su 10 sarebbero potenziali vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, un numero che ha fatto registrare, tra il 2014 e il 2016, un incremento del 600%. Queste, provengono per lo più da contesti di forte indigenza e vengono reclutate con l’inganno già nei loro luoghi di origine, facendo leva sulla finta prospettiva di un futuro migliore in Europa. A seguire c’è il lavoro minorile: bambini, ragazzini stranieri che vengono sfruttati  nel lavoro in nero,  lavorando 7 giorni su 7 per 12 ore al giorno e tutto per un guadagno di 2 o 3 euro all’ora.

 Ricordiamoci che i bambini sono il nostro futuro e tutti noi siamo responsabili di quello che ci accade attorno. Non volgiamo lo sguardo altrove, ma se possiamo aiutare anche un solo bambino, facciamolo!

 

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