Il “Blue Whale” non è un gioco on-line; è un minaccia per i nostri ragazzi

Sempre nuovi casi in Italia legati a questo fenomeno che porta alla morte

Forse non tutti hanno ancora capito bene di che cosa si tratta e della sua pericolosità. Bisognerebbe parlarne e tanto, sensibilizzare, informare soprattutto i giovani, i ragazzi ai quali questo fenomeno è rivolto.

Non basta un piccolo trafiletto su un giornale ogni tanto e magari dopo che è avvenuto il peggio e cioè: arrivati al limite.

Iniziamo dalle origini e spieghiamo che questo cosiddetto “gioco” è nato in Russia. Non si tratta però di un passatempo, ma di una forma di autolesionismo (così lo definisco io), attraverso una serie di tappe che porta al suicidio.

Il nome “Blue Whale” prende proprio il nome dal principio base del suicidio: così come le balene vanno a spiaggiarsi per morire, così anche il “protagonista” della sfida va a cercare la morte affrontando il proprio percorso verso la quiete nera della spiaggia finale.

50 giorni e 50 sfide diverse, sempre più pericolose come: tagli sugli avambracci, strani comportamenti notturni, sporgersi da grandi altezze e altro ancora. Questo rituale macabro inizia come un gioco on-line che si decide di partecipare volontariamente, inviando un messaggio ben preciso che preferisco NON RIPORTARE, digitandolo lo porta all’immediato contatto con un master. Quest’ultimo lo sottopone a prove prestabilite, come  quelle citate sopra.

Come avete ben compreso non si tratta di divertimento, ma di assurde sfide contro il destino.

L’anno scorso solo in Russia ben 157 sono stati i ragazzi che partecipando al “Blue Whale” hanno “vinto” arrivando al game-over e cioè, al suicidio.

Un pericolo imperversato in tutta Europa a macchia d’olio. Non possiamo assolutamente far finta di niente. Troppo poco ancora se ne parla benché sia un fatto di una gravità estrema per i ragazzi.

Dobbiamo assolutamente intervenire parlandone anche nelle scuole e rivolgendomi a giovani dico: “Se lo fate per sentirvi grandi, non è questo il modo. Essere grandi vuol dire pensare con la propria testa e non seguire le gesta di altri e certamente non fare giochi pericolosi. Se sentite qualche vostro amico che intende provare o sta già facendo il Blue Whale, dissuadetelo assolutamente, cercate aiuto per lui e così in questo modo gli salverete la vita. Ricordate che essere un “Grande” vuol dire fare la differenza!”

imagestuffo-nel-vuoto-min

9 pensieri riguardo “Il “Blue Whale” non è un gioco on-line; è un minaccia per i nostri ragazzi

  1. Ne ho parlando anch’io tempo fa… sono cose incredibili. Alcuni ragazzi non capiscono il rischio di quel che fanno. Parlare con loro, cercare di conoscere il loro mondo è quasi un lavoro a tempo pieno… Io ho due ragazzi di 14 anni e certe notizie mi spaventano. Poi parlo con loro e mi rendo conto di essere fortunata: si confidano, cercano consiglio, ragionano… ma io sto sempre allerta… non si sa mai!

    "Mi piace"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...