I RACCONTI DEL PICCOLO OSPEDALE DEI BIMBI-QUANDO L’INFERMIERA-FRANCESCA ERA MALATA

Onda Lucana

L’ASSOCIAZIONE CIECHI, IPOVEDENTI ED INVALIDI LUCANI ACIIL ONLUS
PUBBLICA I RACCONTI DEL PICCOLO OSPEDALE DEI BIMBI DI VITO COVIELLO

QUARTA DI COPERTINA

“I racconti del piccolo ospedale dei bimbi” è una raccolta di racconti, favolette
e storie, alcune delle quali legate ai ricordi dell’autore stesso, di quando egli
da bambino era stato ricoverato in un ospedale.
Questa raccolta di racconti, favolette e storie vuole essere, senza alcuna
pretesa, un regalo che l’autore vuol fare a tutti i bambini che sono e saranno
ricoverati per varie problematiche in un qualsiasi ospedale del mondo.
Lui stesso torna bambino trai i bambini: Vito, il bambino ricoverato in ospedale
con tutti i suoi sogni, le sue fantasie, le sue paure, le sue speranze di bambino
trai bambini.

L’autore cerca di regalare un sorriso, una speranza, una carezza a tutti quei
bambini che lui stesso sente come amici e fratelli e di cui, tanti di…

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Epilessia: tutti insieme contro i pregiudizi

Epilessia e vita

Questa lettera la voglio dedicare a te che ogni giorno mi incontri per strada, ma che giustamente non fai caso a me.

Non ho nulla di speciale, nulla che ti faccia pensare che io possa un giorno aver bisogno del tuo aiuto; nulla che ti faccia pensare che io dentro me porto dentro un segreto grande, che convivo con “un’amica invisibile” che ogni tanto mi viene a trovare.

Non ho nulla che ti fa pensare che magari io un giorno possa cambiare i tuoi piani.

Questa lettera la voglio dedicare a te, che forse mi hai incontrata su un autobus, magari abbiamo scambiato anche quattro chiacchiere; ma nulla ha mai attirato la tua attenzione.

Questa lettera la voglio dedicare a te che quel giorno hai scelto di aiutarmi, quando quella mia “amica stronza e maleducata” è venuta a trovami:  hai scelto di starmi vicino aspettando l’arrivo dei soccorsi.

Questa lettera…

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Good People Doing Good Things — Peter Tabichi

Filosofa's Word

Peter TabichiI would like to introduce you to Peter Tabichi.  Peter is a Kenyan science teacher and Franciscan friar at the Keriko Mixed Day Secondary School in Pwani Village in a remote part of Kenya’s Rift Valley.  More than 90% of his pupils are from poor families and almost a third are orphans or have only one parent. Drug abuse, teenage pregnancies, dropping out early from school, young marriages and suicide are common. Students have to walk 4 miles along roads that can become impassable in the rainy season to reach the school and the area can be affected by drought and famine. RiftValleyMany of Mr. Tabichi’s students would not be able to attend school, if it weren’t for the fact that he gives 80% of his salary to help support the students.  That, in itself, is remarkable, but that isn’t all he does.

Despite only having one computer, a poor…

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Cosa possiamo aspettarci dalla Riflessologia?

inpuntadipiedinaturalmente

Buona domenica a tutti.

Oggi vorrei iniziare questo post con una domanda: Cosa aspettarci dalla riflessologia?

Innanzitutto l’obiettivo principale della riflessologia è la salute, intesa come completa assenza di malattia, anche se non esiste una netta distinzione tra stato di malattia e stato di salute.

Mente e corpo si trovano continuamente ad interagire tra di loro, con le cose, le persone e la natura che ci circondano; ed è tutto questo insieme di “stimoli” che “crea” il nostro essere.

Quindi quando diciamo di sentirci in sintonia significa che siamo in uno stato di benessere psico-fisico.

La riflessologia è un mezzo molto efficace, perché è semplice da praticare e ha la particolarità di “trattare” l’organo con dei problemi senza dover agire sull’ organo stesso fisicamente. Un esempio, per capire meglio, potrebbe essere: ho il collo infiammato ma posso allentarne la tensione agendo sul piede o sulla mano senza toccare fisicamente il…

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L’Art Nouveau a Riga

L’Art Nouveau è un movimento artistico-filosofico che nasce in Francia tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del XX secolo, e si diffonde in tutta Europa con nomi diversi nelle diverse nazioni: in Italia, ad esempio, l’Art Nouveau è conosciuta come “Stile Liberty”, mentre in Lettonia viene indicata come “Jugendstil”. La prima guerra mondiale, … Leggi tutto L’Art Nouveau a Riga

Marguerite Yourcenar

Donne protagoniste

L’8 di giugno del 1903, nasce a Bruxelles da agiata famiglia Marguerite de Crayencour, che assumerà lo pseudonimo di Yourcenar, anagramma quasi perfetto del suo cognome reale, a diciassette anni, al momento dei suoi esordi letterari. La madre, vinta da una febbre puerperale, le sopravvive solo dieci anni; il padre, Michel de Crayencour, sarà la figura centrale della sua giovinezza. Quest’uomo, gran giocatore, così poco padre nel senso della balordaggine o della tirannia che il ruolo può comportare, cura l’educazione della figlia personalmente e attraverso istitutori, incoraggiandone intelligentemente i progressi: Marguerite non andrà mai a scuola. I due viaggiano molto: Parigi, Inghilterra; sud della Francia.
La prima affermazione per la giovane scrittrice risale al 1929, con la pubblicazione di Alexis o il trattato della lotta vana, incentrato su uno dei temi principali dell’intera sua produzione, quello dell’omosessualità. In quello stesso anno si spegne il padre. A quel tempo Marguerite ha…

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I dipendenti vittime di maltrattamenti subiscono anche i pregiudizi

ORME SVELATE

Aggiungendo la beffa al danno, le vittime potrebbero persino essere viste dai supervisori come dipendenti peggiori, nonostante le prestazioni esemplari. I bulli, d’altra parte, possono ricevere un lasciapassare se sono graditi dal loro supervisore. Uno studio su questo pregiudizio nei confronti delle vittime è stato recentemente pubblicato sul Journal of Applied Psychology. I risultati stanno aprendo gli occhi e sono utili perché, dato che spesso ci si chiede come possiamo incolpare le vittime, e perché coloro che vessano rimangono impuniti. Il pregiudizio decisionale potrebbe essere associato ai pregiudizi cognitivi, come l’effetto alone, in cui gli attributi positivi mascherano i tratti negativi, o l’effetto dei corni, in cui un attributo negativo proietta una persona in una luce completamente negativa. È opportuno che i supervisori ricevano un allenamento all’imparzialità. Il primo passo è la consapevolezza di questi pregiudizi. Ci si augura che questo studio possa almeno sensibilizzare al potenziale di inclinazione delle…

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RIABILITAZIONE PER SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

Onda Lucana

194901-420x236.jpg Immagine tratta da Web

RIABILITAZIONE PER SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

Tratto da:Onda Lucana®by Dott.ssa Fisioterapista Antonella Lallo

A causa della compressione del nervo i risvolti del dolore si concentrano al nervo mediano del polso, provocando una estensione del sintomo molto fastidioso al gomito, polso per poi coinvolgere anche la mano. Trattasi della sindrome del tunnel carpale che a secondo del grado di gravità della compressione presenta una diversa sintomatologia: irritazione, paresi oppure paralisi, tutto ciò compromette la posizione del braccio  durante le dinamiche quotidiane.

L’alternativa risolutiva potrebbe essere nella espressione di un intervento chirurgico oppure nel mantenimento della patologia con sedute di fisioterapia a carattere riabilitativo, affinchè, possasi recuperare in una forma non impattante delle aree soggette alla problematica patologica. La prima fase del protocollo riabilitativo ha come obiettivo la riduzione dell’infiammazione , attraverso l’utilizzo di terapie fisiche come laser, tens, ghiaccio e massoterapia drenante dell’avanbraccio e mano…

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ALESSANDRA PETRUCCI SI RACCONTA

L'epilessia Esiste!

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Buongiorno a tutti!

Mi chiamo Alessandra ed ho l’epilessia da quando ero piccola: avevo circa otto anni quando questa “amica indesiderata” è venuta a trovarmi.

Quando ero piccola ho iniziato con crisi di assenza che generalmente vengono chiamate anche come “piccolo male”.

All’inizio mia mamma non pensava si potesse trattare di epilessia, ma quando si accorse che qualcosa non andava, decise di rivolgersi subito ad uno specialista. La diagnosi fu quella di  “Epilessia con crisi di assenza”, da li poi iniziai la terapia.

Iniziai ad assumere farmaci anti-epilettici ogni giorno, stavo davvero bene le crisi erano svanite e finalmente mi ero liberata dell’epilessia, anche se in verità sapevo che, prima o poi, sarebbero tornate..

Dopo un percorso terapeutico finalmente riuscii a togliere (in accordo con lo specialista che mi seguiva) la terapia. Finalmente le mie preghiere erano state esaudite! Le analisi erano giuste ed io stavo bene anche senza farmaci.

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Barcollo ma non mollo. Storia di Rossella, figlia del Parkinson e di come sia diventata una studentessa di Medicina

ORME SVELATE

Parkinson

Rossella è una fantastica ragazza di 26 anni, che ho conosciuto per caso tre anni fa quando avevo bisogno di comprare un libro che lei vendeva. Aria sbarazzina, ricordo ancora come la stanchezza di un giorno intero passato a lezione, per lei, e in laboratorio di Analisi dei medicinali, per me, ci avesse accomunato dal bisogno di prendere un caffè insieme, nonostante ci fossimo appena conosciute.

Di mesi da quel primo incontro ne passarono, finché ci vedemmo di nuovo, e in quell’occasione mi raccontò della sua magnifica storia, che l’ha portata ad essere una studentessa di medicina, all’epoca al terzo anno. Prendendo nuovamente un caffè, “mia madre soffre di Parkinson” mi dice. “Lei stava male già da qualche tempo, quando cominciarono i pellegrinaggi negli studi medici, ma il suo malessere galoppava nel suo corpo, ancora senza identità e senza nome. Dal momento in cui la malattia di Parkinson…

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