Aeham Ahmad, il pianista tra le macerie della Siria

Giovane musicista che ha reagito alla violenza con la sua musica
Alcuni lo conoscono, mentre per altri questo ragazzo è un perfetto sconosciuto ed ecco perché sono qui a raccontare brevemente la sua storia.

Il suo nome per esteso è Aeham Ahmad, ma tutti insistono nel chiamarlo il Leggendario Pianista di Yarmouk, alle porte di Damasco. Classe 1988, grandi spalle e braccia magre dovuti alla fame, sguardo serio e profondo è apparso quasi dal nulla tra la polvere assieme al suo pianoforte.

Lui è palestinese e la musica è nel suo cuore da sempre; a solo cinque anni si è seduto al piano e da bambino s’era iscritto al Conservatorio arabo di Damasco per un decennio di musica classica.

Quando è cominciato l’assedio pensava di rinunciare alla sua grande passione, ma dopo alcuni mesi ha preso il suo amato strumento, l’ha fissato sul carretto dello zio ortolano, e ha cominciato a trasportarlo fra i quartieri più deprimenti per ridare speranza alla gente.

Assieme a lui più di una volta c’era anche il padre, che lo accompagnava col violino. E così la musica, è diventata un’arma contro il terrore.

Purtroppo, un giorno i miliziani dell’Isis hanno incendiato il suo amato strumento musicale e non solo: hanno ammazzato un bambino che stava assistendo alla sua esibizione.

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Così suo malgrado ha dovuto lasciare quella terra martoriata dalla guerra e percorrere assieme a tanti altri la rotta dei Balcani.

Oggi vive nella cittadina tedesca di Wiesbaden, a circa trenta chilometri da Francoforte. La sua vita è cambiata radicalmente poiché è diventato un pianista professionista.

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Nell’agosto 2016 ha pubblicato il suo primo disco, Music For Hope, che vuole raccontare il dramma della guerra in Siria fondendo la musica classica con il canto arabo.

In questo periodo sta facendo un tour in Italia: è stato a Roma, Taranto, Firenze e sarà a Genova i primi giorni di settembre.

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In una delle tante interviste ha affermato: È un bel momento per me, ma restano la tristezza e la preoccupazione. Per questo non mi limito a suonare nei teatri: lì guadagno dei soldi per la mia famiglia, ma non smetto di fare concerti per strada, gratis, per la gente”.

Complimenti per il coraggio dimostrato nel voler ricordare al mondo l’arte, la bellezza, la soavità della musica che sono beni inestimabili che partono dal cuore e dall’anima. Un grazie anche nel ricordarci che il male si può combattere restando se stessi, sempre e dovunque e soprattutto, che l’amore riesce a sopravvivere sopra ogni maceria.

8 pensieri riguardo “Aeham Ahmad, il pianista tra le macerie della Siria

    1. grazie a te, sei molto gentile.

      Nel mondo ci sono tante cose brutte, ma anche piccole perle rare che fanno brillare la speranza ed io preferisco queste ultime poiché sono un’eterna ottimista ^_^

      "Mi piace"

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