Mauro Beccaria: storia dell’uomo che ha combattuto il cancro “camminando”

In una mostra le straordinarie immagini di un viaggio meraviglioso

Fino al 24 settembre si possono ammirare le foto presso l’InQubatore Culturale Corona Verde, che si trova in Piazza Don Tommaso Alberoni – Venaria Reale

e potrà essere visitata giovedì e venerdì ore 15/19 e sabato e domenica ore 10/13 e 15/19. L’ingresso alla mostra è libero.

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L’esposizione racconta i suoi lunghi viaggi a piedi nel mondo, la sua voglia di vivere e il suo desiderio di continuare a lottare contro la malattia.

Cosa molto importante tra l’altro, attraverso la mostra si sosterrà la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro: i fondi ricavati dalla vendita delle fotografie saranno devoluti proprio all’Istituto di Candiolo.

Ma torniamo a parlare di Mauro, di quest’uomo, della vita di un ragazzo di Pinerolo, sulla strada che porta al bellissimo Forte di Fenestrelle, era fatta di tante camminate e di un amore sconsiderato per la natura. Da grande è diventato panettiere, e insieme alla moglie Angelica hanno conservato e coltivato la passione per il trekking.

Un giorno a causa di una emorragia interna, scopre di avere un brutto male: emangioendotelioma all’addome, un tumore vascolare raro. Era l’estate del 2012, e alla fine di un primo ciclo di chemioterapia, il male si prende una pausa.

Tra un ciclo di chemio e l’altra, Mauro riprende le sue camminate o meglio il trekking e scopre così una sorta di forza interiore. Fa due volte il giro d’Italia, Francia, Spagna, il vulcani giapponesi, Etiopia, Nuova Zelanda, Bolivia, Nepal. E anche due maxi scalate, una da 6mila metri fino alla cima del Kilimangiaro, e una seconda da 7mila per visitare la sommità dell’Aconcagua, il monte più alto delle Americhe.

Spesso le camminate sono state in solitaria e questo hanno permesso di aiutarlo nel migliorare la qualità di vita e dell’umore.

Queste le sue parole: “Mi considero un ragazzo fortunato, perché ho visto moltissime persone andare in depressione, quasi arrendersi dopo la chemio, io invece ho deciso di “vivere” e come strumento uso i viaggi”.

Conclusione, incredibile ma vero: “remissione della malattia”.

È normale quindi che i medici dell’Istituto di Candiolo lo sostengono nelle terapie e anche nella sua voglia di conoscere il mondo: ad ogni controllo con buon esito, la domanda di rito è «dove andiamo questa volta?»

Per questo Mauro sente il bisogno di raccontare al mondo la sua storia, affinché altre persone possano trarne vantaggio, comprendendo che il male si può combattere, non solo con le medicine ma anche e soprattutto, con la voglia di vivere.

È doveroso ringraziarlo per aver condiviso con noi la sua bellissima storia.

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